Contrabbando: la più grande fabbrica mai rinvenuta in Italia, sequestro record di sigarette per oltre 300 tonnellate.

29/09/2025 – L’accesso all’opificio illegale era consentito mediante un sofisticato congegno idraulico che mascherava perfettamente il bunker dove erano istallati i macchinari e custodite tonnellate di sigarette contraffatte.

Sulla base di perizie tecniche eseguite, l’impianto sequestrato risulta avere una capacità produttiva di circa 2 miliardi e 700 milioni sigarette in un solo anno, e 7.200.000 circa al giorno.
Gli accertamenti svolti dai finanzieri anconetani hanno permesso di individuare un apparente deposito di logistica di oltre 3.200 m2, ubicato a pochi km da Cassino, che in realtà celava un vero e proprio opificio industriale, frutto della fusione tra tecnologia ed edilizia agreste.
Al momento dell’accesso, infatti, alla vista dei militari del Gruppo Ancona è apparso un capannone quasi completamente vuoto e privo di indizi che potessero destare sospetti sull’intera attività esercitata in quei locali ma dalle perquisizioni eseguite è stato rinvenuto, abilmente occultato in uno scatolone sito in un angolo del locale, un telecomando elettrico che, mediante una particolare combinazione di tasti, azionava delle leve idrauliche che consentivano il sollevamento di una struttura in alluminio, adibito ad ufficio, disvelando la via di accesso di un vero e proprio “bunker”, costituito da una realtà sotterranea simmetrica rispetto a quella di superficie.
Il ricettacolo, raggiungibile mediante un apposito montacarichi, era caratterizzato da una viabilità costituita da corridoi ben strutturati e funzionali alla logica criminale: un sistema realizzato attraverso percorsi precisi e gallerie tra loro collegate, il tutto ben illuminato e con tecnologici impianti di areazione che impedivano la fuoriuscita dei miasmi industriali della produzione di sigarette.
Nel citato piano interrato sono stati individuati alloggi di fortuna con 18 posti letto, bagni, docce e sala da pranzo, dove si alternavano, per riposare, gli operai addetti alla produzione, nonché un locale officina utilizzato per effettuare le riparazioni sul posto dei macchinari.

A seguito dell’irruzione dei militari del Gruppo Ancona all’interno del disvelato bunker, veniva scoperta una vera e propria manifattura illecita di tabacchi costituita da 3 linee di lavorazione del tabacco e confezionamento di pacchetti di sigarette, nonché quantitativi di sigarette di contrabbando per oltre 150 tonnellate (riconducibili a noti marchi quali Marlboro, Benson and Hedges, 821, Camel, Mayfair, Jps, Winston, L and B etc.) pronte per essere immesse nel mercato nazionale e unionale, nonché complessi macchinari adibiti alla produzione e alla lavorazione del tabacco (essiccatore, taglia etichette, umidificatore, filtratore, unità di accoppiamento, confezionatrici, etichettatrici, macchine per inscatolamento, macchine per sigillatura etc.), oltre 170 tonnellate di precursori, tra cui 12 milioni di cartoncini contraffatti, 15 milioni di filtri, 20 milioni di fogli laminati contraffatti, in aggiunta a bobine ed altri precursori (colla, carta alluminio, ed altro materiale da packaging).
Di oltre 1.750.000 euro il valore dell’impianto, realizzato secondo i più avanzati standard tecnologici e in grado di produrre circa 5.000 sigarette/minuto, per oltre 7,2 milioni di “bionde” giornaliere per un valore di vendita annuo di oltre 900 milioni di euro.
Le attività investigative delle Fiamme Gialle anconetane, coadiuvate dai finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone e sotto la direzione della Procura della Repubblica di Cassino, hanno inoltre portato all’individuazione di ulteriori stabilimenti poco distanti dalla fabbrica, rientranti nella medesima rete logistica, ove il t.l.e. contrabbandato veniva stoccato. Nel dettaglio, in un piazzale poco distante, venivano individuati box-storage coperti e trailer ivi depositati nel tentativo di coprire le tracce dell’illecita attività, dove sono stati, sequestrati 2 automezzi e 4 autoarticolati carichi di sigarette contraffatte, utilizzati per l’illecita attività.
Le articolate attività svolte, culminate con il più ingente sequestro di T.L.E. mai realizzato in Italia e in Europa, hanno altresì portato all’esecuzione di un arresto e di diverse denunce per il reato di contrabbando aggravato nei confronti dei soggetti coinvolti.
L’inchiesta, ad oggi, ha fatto emergere un totale di tributi evasi di circa 600 milioni di euro, costituiti da IVA, dazi doganali e accise, nonché proventi illeciti stimati, in accordo alle perizie tecniche eseguite sui macchinari, in circa 130 milioni di euro. – [CONTINUA SU FONTE]

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