Rapporto Caritas sulla povertà. ‘Mai assistite così tante famiglie’. Da emergenza a condizione: in Italia la povertà è diventata “cronica”

21/06/2026 (ANSA) – Questo sembra suggerire il rapporto Caritas sulla povertà in Italia 2026 che segnala innanzitutto come Caritas non abbia mai accompagnato così tante famiglie nel nostro Paese. “Nel 2025 – si legge nel dossier presentato oggi – la rete Caritas in Italia ha accompagnato 282.539 persone, numero che corrisponde ad altrettanti nuclei familiari poiché l’intervento mira sempre a rispondere ai bisogni dell’intero nucleo. Si tratta del valore più elevato mai registrato. Rispetto al 2024 si segnala una crescita del +1,7%”.

Le informazioni provengono da 3.520 servizi informatizzati distribuiti in 206 diocesi italiane (pari al 94,5% del totale), presenti in tutte le 16 regioni ecclesiastiche d’Italia e corrispondenti a circa la metà dei servizi Caritas. “La povertà – sottolinea quindi il Report – tende sempre più a perdere il carattere dell’eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di una ‘strutturale normalità'”. “Non si registrano flessioni rispetto al periodo precedente alla pandemia – aggiunge -, a conferma di una povertà che tende a radicarsi e a diventare condizione stabile nella vita di molte famiglie”. Tra le tendenze più significative emerge l’aumento della componente anziana. In dieci anni il numero degli over 65 incontrati dalla rete Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell’utenza pari al 48%. È un dato che richiama l’attenzione su un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale. Accanto all’invecchiamento cresce infatti anche la solitudine.

Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, da un’incidenza del 23,8% al 32,9%. Il Report evidenzia inoltre il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri, condizione che assume particolare rilievo nelle fasce centrali di età, raggiungendo il 31,7% tra i 35-44enni e il 31% tra i 45-54enni. Si tratta di persone che, pur avendo un’occupazione, non riescono a sottrarsi a situazioni di vulnerabilità economica e sociale (nel 2015 questo fenomeno si attestava al 13,3%). “Se ci sono i presupposti per rilanciare e per me pericolosamente la questione del riarmo – denuncia quindi il presidente di Caritas, mons. Benoni Ambarus -, non può non esserci spazio per la questione del consolidamento della dignità delle persone. Non siamo una società autenticamente degna, civile se per le armi troviamo soldi e invece per l’umanità no”.

Ancora più netto, il direttore di Caritas, don Marco Pagniello: “L’Italia ha bisogno di una misura nazionale di contrasto alla povertà che arrivi a tutti però. Lo diciamo non per promuovere l’assistenzialismo ma per garantire che arrivi a tutti e perché tutti dovremmo fare la nostra parte: è arrivato il momento di affrontare la questione del salario minimo”. Pagniello insiste: “Questo lavoro povero uccide i sogni dei giovani”.

DATI ALLARMANTI: PER LA SPESA PAGHI 1800 EURO IN POIU RISPETTO AL 2021
È un dato allarmante ma purtroppo reale: secondo l’ultimo monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale del Centro Consumatori Italia, i rincari accumulati sul carrello della spesa richiedono una spesa aggiuntiva annua di circa 1.820 euro rispetto al 2021. I dati dell’Istat evidenziano come i beni alimentari siano cresciuti di oltre il 24% nello stesso periodo, correndo molto più velocemente rispetto all’inflazione generale.
I rincari nei dettagli
Gli aumenti si concentrano soprattutto sui prodotti di base (dati CNA):
Latticini, formaggi e uova: +28,1%
Pane e cereali: +25,5%
Prodotti vegetali: +32,7%