La lezione di etica e responsabilità di Giulia Presutti

In un’epoca in cui la corsa alle poltrone e alla visibilità personale sembra dominare ogni dinamica professionale, il passo indietro di Giulia Presutti dalla co-conduzione di Report rappresenta una rara e saggia lezione di dignità, maturità ed etica giornalistica.

Essere designati alla guida di uno dei programmi di giornalismo investigativo più importanti e storici d’Italia è un traguardo immenso. Eppure, davanti a un contesto diventato improvvisamente complesso, delicato e saturo di tensioni interne, la giornalista ha scelto la strada più difficile, ma senza dubbio la più nobile: mettere la tutela del programma davanti alla propria ambizione personale.Le sue parole, affidate alla mail inviata alla direzione, racchiudono l’essenza di cosa significhi fare Servizio Pubblico:

“Una trasmissione così amata […] non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità”.

Perché questa decisione è un gesto di grande saggezza?Rispetto per la squadra: Dimostra un legame profondo e sincero con la redazione e con la trasmissione che l’ha formata, preferendo sfilarsi piuttosto che alimentare ulteriori spaccature.Cultura del lavoro e non dell’ego: Invece di arroccarsi sul proprio nuovo incarico, ha anteposto l’integrità del brand Report e la continuità del suo splendido lavoro d’inchiesta a dinamiche divisive.

Lezione per il futuro: Ricorda a tutti noi che saper rinunciare al momento giusto, per preservare un bene comune più grande, è la massima espressione di leadership e rispetto professionale.Complimenti a Giulia Presutti. Il vero valore di una professionista si vede anche (e soprattutto) da come sceglie di gestire i momenti di tempesta.Speriamo che Report possa continuare a essere quel faro di giornalismo libero e indipendente che tutti conosciamo.

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