Terremoto Appalti a Roma: Chiesto il Processo per “Mister Asfalto”. Il Sistema che Sottigliava le Strade della Capitale

17/08/2026 – Un sistema collaudato che pilotava le gare pubbliche per il rifacimento del manto stradale della Capitale, risparmiando sui materiali a discapito della sicurezza dei cittadini, in cambio di mazzette e favori. La Procura di Roma ha chiuso le indagini sulla maxi-inchiesta legata alla manutenzione delle strade romane e ha chiesto ufficialmente il rinvio a giudizio per 38 indagati, tra persone fisiche e società.

Al centro dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Lorenzo Del Giudice c’è il noto imprenditore Mirko Pellegrini, ribattezzato dalle cronache giudiziarie “Mister Asfalto”.

Ecco tutti i dettagli, i reati contestati e gli incredibili retroscena emersi dall’attività investigativa della Guardia di Finanza.


I Numeri della Richiesta di Processo e i Reati

La richiesta di rinvio a giudizio siglata dalla Procura capitolina colpisce duramente i vertici di un vero e proprio “cartello” imprenditoriale. Le accuse mosse dai magistrati, a seconda delle singole posizioni, sono pesantissime:

  • Associazione per delinquere
  • Corruzione e turbata libertà degli incanti (turbativa d’asta)
  • Frode nelle pubbliche forniture
  • Trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio
  • Bancarotta fraudolenta
  • Finanziamento illecito ai partiti (relativo a circa 300 mila euro erogati nell’arco di un decennio al PD del Lazio).

Come Funzionava il “Sistema Pellegrini”

Secondo le ricostruzioni della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma, Pellegrini gestiva come dominus assoluto una rete flessibile di circa 15 ditte intestate a prestanome.

Grazie a questo reticolo societario “schermo” e all’apertura facilitata di oltre 170 conti correnti (con la presunta complicità di un funzionario bancario), l’imprenditore riusciva a partecipare in massa alle gare d’appalto pubbliche a Roma, aggirando le norme antitrust e monopolizzando i cantieri. L’obiettivo primario era massimizzare i profitti a discapito della qualità dei lavori stradali.


La Truffa dello Spessore: Asfalto Truccato nei Cantieri

Il dettaglio più inquietante emerso dalle indagini riguarda l’esecuzione materiale dei lavori sui grandi assi viari della Capitale (come via Palmiro Togliatti) e sui cantieri avviati in vista del Giubileo.

Il meccanismo di frode era sistematico:

  1. Meno bitume nei cantieri: Le ditte stendevano uno spessore di asfalto nettamente inferiorerispetto a quello pattuito nei contratti e nei capitolati d’appalto.
  2. Omessi controlli: I funzionari pubblici del Comune di Roma, del Genio Civile e di Astral, che avrebbero dovuto vigilare e misurare la conformità dei lavori, chiudevano gli occhi.
  3. Il prezzo del silenzio: In cambio della mancata vigilanza, i collaudatori e i tecnici corrotti ricevevano sistematicamente mazzette in denaro contante, regali e orologi di valore.

Maxisequestro da 5 Milioni di Euro

Parallelamente alla richiesta di processo, l’azione della magistratura ha colpito il cuore economico dell’organizzazione. Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Roma ha emesso un decreto di sequestro preventivo da oltre 5 milioni di euro a carico di Mirko Pellegrini.

Il provvedimento ha congelato conti correnti, quote societarie e beni immobili riconducibili al sodalizio criminale, accumulati tramite il riciclaggio dei proventi illeciti derivanti dagli appalti truccati.


Cosa Succede Adesso?

Il procedimento penale si sposta ora davanti al Gup per l’udienza preliminare, che dovrà decidere se spedire formalmente tutti gli indagati al dibattimento processuale. Nel frattempo, il Campidoglio e gli enti coinvolti hanno avviato verifiche straordinarie e carotaggi sulle strade recentemente asfaltate per quantificare il danno economico e patrimoniale subito dalla città di Roma, valutando la costituzione di parte civile nel futuro processo.