Il governo israeliano ha finanziato una massiccia operazione digitale da 46,5 milioni di dollari con l’obiettivo specifico di influenzare le risposte dei chatbot di Intelligenza Artificiale sulla guerra a Gaza. La notizia, emersa grazie a un’accurata inchiesta della testata giornalistica investigativa Drop Site News e ripresa da analisti internazionali come il Quincy Institute, svela il passaggio della propaganda geopolitica dall’era dei social media a quella degli algoritmi generativi.
Ecco cosa c’è di vero, quali sono le cifre reali e come funziona questa nuova frontiera della manipolazione digitale.
I Numeri e i Protagonisti dell’Inchiesta
L’operazione non si muove nell’ombra del “deep web”, ma è tracciata da contratti formali e documenti ufficiali registrati negli Stati Uniti.
- 46,5 milioni di dollari: È il valore complessivo del budget stanziato dal governo israeliano per questa specifica campagna di influenza digitale a lungo termine.
- Brad Parscale: L’ex stratega digitale e capo della campagna elettorale di Donald Trump è la mente operativa dietro l’infrastruttura tecnologica.
- Clock Tower X: È la società texana guidata da Parscale che ha materialmente ottenuto l’appalto milionario.
- FARA (Foreign Agents Registration Act): I legami finanziari e i dettagli dell’accordo sono emersi in parte a causa degli obblighi di trasparenza del Dipartimento di Giustizia USA, che impone la registrazione di chi fa propaganda per conto di governi stranieri.
Che cos’è l’LLM Poisoning e come funziona la strategia
A differenza delle tradizionali campagne di disinformazione, questa operazione non punta a convincere direttamente gli utenti umani tramite post virali, tanto che i portali web creati registrano pochissime visite dirette al mese. Il vero target sono i “crawler”, ovvero i robot software che scansionano la rete per alimentare l’Intelligenza Artificiale.
La tecnica utilizzata viene definita dagli esperti LLM Poisoning (Avvelenamento dei Modelli Linguistici) o Generative Engine Optimization (GEO) ed è divisa in tre fasi consecutive:
- Creazione di una rete fantasma: Clock Tower X ha messo online centinaia di siti web e blog di informazione apparentemente indipendenti e neutrali.
- Saturazione di contenuti ottimizzati: Questi siti pubblicano continuamente articoli scritti e ottimizzati per la SEO che difendono le operazioni militari israeliane, negano la carestia a Gaza e contestano le accuse di violazione dei diritti umani.
- Infiltrazione nei database: I motori di indicizzazione utilizzati dai chatbot (come il celebre database Common Crawl) scansionano e assimilano questi testi ripetitivi. Di conseguenza, quando un utente chiede un riassunto della situazione a Gaza, l’IA attinge a quelle fonti integrate nel suo sistema.
Quali Piattaforme sono finite nel mirino?
L’inchiesta ha dimostrato che la campagna mira a manipolare l’output dei tre principali colossi globali dell’IA generativa e dei motori di ricerca conversazionali:
- ChatGPT (OpenAI): Il chatbot più diffuso al mondo, le cui risposte vengono plasmate dalle fonti storiche e d’attualità caricate nei data-set di addestramento.
- Gemini (Google): Essendo direttamente collegato al motore di ricerca di Big Tech, risente fortemente dell’indicizzazione di notizie false o pilotate in tempo reale.
- Claude (Anthropic): Modello linguistico storicamente focalizzato sulla sicurezza e sull’etica, anch’esso vulnerabile alla saturazione di fonti esterne.
I team interni di sviluppo delle Big Tech e diversi esperti di disinformazione hanno confermato che i chatbot integrano sempre più spesso la prospettiva inoculata da questa rete di siti nelle loro risposte quotidiane.
Il verdetto di Lonesto.it: Cosa c’è di vero?
L’inchiesta è vera e documentata. Non si tratta di una teoria del complotto, ma di una evoluzione tecnologica della Hasbara (il termine con cui si indica la diplomazia pubblica e la propaganda dello Stato di Israele).
Mentre in passato i governi pagavano team di studenti o “fabbriche di troll” per commentare sui social media, oggi i budget milionari vengono spostati sul condizionamento degli algoritmi. Se l’Intelligenza Artificiale diventerà la fonte primaria attraverso cui l’umanità si informa, controllare i dati di addestramento di ChatGPT e dei suoi concorrenti equivarrà a controllare la verità storica.
