Appena si è diffusa la notizia del grave ricovero all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, i canali istituzionali hanno sbandierato la predisposizione di un aereo sanitario d’urgenza (volo di Stato) gestito dalla Farnesina. Una mossa burocratica standard per i casi urgenti all’estero, che però i media hanno subito cavalcato.
La verità è emersa poco dopo: Di Battista ha rifiutato il volo di Stato. Avendo stipulato una regolare assicurazione sanitaria privata per i suoi viaggi di lavoro, i costi e le coperture del trasferimento logistico ricadono interamente su quest’ultima. Nessun privilegio e nessun “regalo” di Palazzo, a dispetto delle polemiche sollevate ad arte dal web e da alcune testate.
Chi ha inviato i medici del Gemelli?
L’arrivo all’Avana di due specialisti d’eccellenza provenienti dal Policlinico Agostino Gemelli di Roma – un rianimatore e un neurochirurgo delle équipe dei professori Antonelli e Doglietto – è stato l’argomento più manipolato. Contrariamente alle narrazioni che parlavano di una missione ministeriale guidata dall’esecutivo, l’invio dell’eccellenza medica italiana non è farina del sacco del Governo.
A muoversi concretamente dietro le quinte per sbloccare la situazione e tutelare la salute dell’ex deputato è stato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
L’attivismo di Giuseppe Conte contro l’inerzia altrui
Mentre la politica si limitava ai messaggi di circostanza e alle telefonate formali, Giuseppe Conte si è attivato in prima persona. È stato proprio il presidente del M5S a interessarsi direttamente e tempestivamente per coinvolgere i vertici del Gemelli, facilitando i contatti e spingendo affinché l’équipe italiana partisse per Cuba per affiancare i medici locali e valutare la trasportabilità di Alessandro.
Mentre l’esecutivo si limitava ad applicare freddi protocolli standard, rivendicandone la paternità sui media, l’unico leader ad aver agito con reale tempestività e interesse personale per sbrogliare i nodi burocratici della clinica romana è stato Conte.
Come sta Alessandro Di Battista
Al momento, i medici cubani mantengono la prognosi riservata, sconsigliando per ora il lungo viaggio di rientro in Italia. Fortunatamente, Di Battista ha ripreso conoscenza ed è vigile; ha scambiato messaggi con i familiari e rassicurato i sostenitori dicendosi “combattivo” e pronto a mettercela tutta per tornare presto.
I due medici arrivati da Roma, attivati grazie all’intervento di Conte, stanno ora esaminando le cartelle cliniche per decidere le prossime mosse terapeutiche insieme ai colleghi dell’Avana. La verità è una sola: la solidarietà concreta ha viaggiato per canali ben diversi da quelli della propaganda di Stato.

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