L’ossessione “Covid” della destra: anatomia di una Commissione-Tribunale contro Conte

07/08/2026 – Dal fango sulle mascherine al cortocircuito dei documenti fantasma: la verità delle Dogane smonta il verdetto già scritto della maggioranza.

La Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid si è trasformata in un plotone di esecuzione politico mirato a colpire l’opposizione e, in particolare, l’ex premier Giuseppe Conte. Più che un organo parlamentare per analizzare la gestione della pandemia, i lavori si muovono con i ritmi di un processo sommario.Un’attività quasi quotidiana che scivola continuamente nel paradosso istituzionale, scontrandosi con i fatti d’inchiesta emersi in questi giorni.

L’ossessione del verdetto politico
La maggioranza di governo, guidata da Fratelli d’Italia, manifesta da mesi una vera e propria urgenza di mettere sotto accusa la gestione emergenziale del 2020. Tuttavia, questa rincorsa ha subito duri colpi tecnici e procedurali.
  • Le Dogane smontano le accuse: Le contestazioni della destra sul presunto sdoganamento irregolare di dispositivi di protezione dalla Cina sono state smentite direttamente dalle verifiche tecniche. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, l’Agenzia delle Dogane ha certificato la totale regolarità delle procedure di importazione. Questa evidenza cancella la narrazione di illeciti sistematici sponsorizzata dalla maggioranza.
  • Il mistero dei documenti non agli atti: Durante i lavori è emerso un grave cortocircuito trasparenza. La deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri ha mostrato di conoscere nei dettagli specifici elementi documentali che non risultavano ufficialmente depositati tra gli atti della Commissione. I parlamentari che avevano richiesto l’accesso completo ai fascicoli non hanno potuto visionarli. Questa anomalia solleva dubbi sull’uso politico e asimmetrico delle informazioni all’interno dell’organo inquirente.
La difesa di Conte: “A testa alta contro un uso strumentale”
Giuseppe Conte ha risposto presentandosi in audizione per smontare le tesi della maggioranza. L’ex presidente del Consiglio ha sottolineato l’assurdità di una Commissione che ignora le sentenze dei tribunali ordinari — che hanno già ampiamente archiviato le accuse sulle scelte emergenziali — per imbastire un processo di natura esclusivamente politica.
“Si è costruita questa commissione non per fare tesoro dell’esperienza della pandemia, ma come strumento politico per colpire la squadra di governo che ha lavorato per salvare il Paese”.
Conte ha contrattaccato depositando in Procura a Roma un documento anonimo relativo a flussi di denaro e forniture di mascherine sospette (legate alla ditta JC Electronics), chiedendo che la magistratura ordinaria verifichi i reali illeciti, anziché lasciare spazio ai tribunali politici della destra.

I numeri e i fatti contro la propaganda
Per comprendere l’inconsistenza dell’offensiva politica, basta guardare i dati storici validati a livello internazionale ed emersi anche durante il dibattito in Commissione:

Ambito di Analisi Narrazione della Maggioranza Realtà dei Fatti e Dati Ufficiali
Costo delle Mascherine Prezzi gonfiati e spreco sistematico di denaro pubblico. I dati Eurostat dimostrano che l’Italia, nei primi sei mesi del 2020, ha pagato i dispositivi meno della media europea.
Regolarità Importazioni Deroghe illecite e violazione dei controlli doganali. L’Agenzia delle Dogane ha formalmente convalidato la regolarità delle importazioni.
Esito Giudiziario Responsabilità penali gravi dei vertici politici di allora. Il Tribunale dei Ministri e la magistratura ordinaria hanno archiviato ogni accusa sulle scelte di gestione.
L’andamento delle audizioni e i documenti emersi dimostrano come la Commissione Covid rischi di fallire il suo obiettivo istituzionale. Invece di analizzare la complessa macchina organizzativa della prima ondata pandemica, la destra la utilizza per alimentare una polemica quotidiana, puntualmente smentita dagli stessi enti dello Stato.
L’accanimento della Commissione d’inchiesta contro Giuseppe Conte trasforma l’aula parlamentare in una macchina di propaganda elettorale, volta a polarizzare l’elettorato attraverso un processo politico-mediatico, nonostante l’assenza di basi giuridiche e le archiviazioni dei tribunali. L’operazione mira a colpire il leader dell’opposizione e alimentare il risentimento, rivelandosi un comitato elettorale permanente a spese dei contribuenti. – (di Redazione)