24/06/2026 – A conclusione di articolate indagini coordinate da questo ufficio relative al contrasto delle frodi in materia degli incentivi statali per interventi edili, tra i quali “Bonus facciate”, “Superbonus 1 10”, “Ecobonus” e “Sismabonus”, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, nella giornata odierna, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni e valori per un importo complessivo pari a circa 160 milioni di Euro.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Salerno ha riguardato oltre 240 soggetti tra persone fisiche e giuridiche sull’intero territorio nazionale e, in particolare, verso soggetti presenti tra la Campania e altre 9 regioni italiane, quali Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto.
Nel dettaglio, le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, così come coordinate dall’ufficio hanno consentito di ricostruire e delineare un esteso e ramificato sistema illecito finalizzato a porre in essere plurime truffe ai danni dello Stato, riconducibili a due organizzazioni criminali, aventi entrambe base nella provincia di Salerno, che ha visto la partecipazione attiva e decisiva di più professionisti ed imprenditori, con la conseguente notifica dell’avviso di fissazione di interrogatorio preventivo per l’eventuale applicazione di misure cautelari personali nei confronti di nove soggetti.
Secondo gli accertamenti investigativi effettuati il meccanismo fraudolento si fonderebbe sull’utilizzo strumentale di oltre 80 società, ubicate su tutto il territorio nazionale, di cui la quasi totalità sono risultate fittizie (ovvero sprovviste di sede operativa, dipendenti, attrezzature e qualsivoglia struttura imprenditoriale le C.d. “società cartiere”), che documentalmente avrebbero eseguito interventi milionari di riqualificazione edilizia su circa 200 immobili, ubicati su tutto il territorio nazionale, lavori in realtà mai eseguiti. Tra gli immobili individuati per perpetrare l’attività fraudolenta, alcuni risulterebbero di diretta proprietà degli indagati, mentre altri sarebbero risultati appartenere a soggetti estranei ai fatti, tra i quali privati cittadini ed Enti pubblici (Comuni). – [CONTINUA SU FONTE]