Il Conte e il giuda di Tommaso Merlo

14/08/2019 – Salvini ha trascinato il paese nel caos e procede a tastoni cercando penosamente di recuperare i danni che ha combinato. Danni che rischia di pagare molto caro. Più si agita isterico, più Salvini sembra un misero nano rispetto a Giuseppe Conte, rispetto all’uomo che ha brutalmente tradito. Questa crisi non è frutto di un processo politico, non è stata meditata e pianificata da un partito, ma è frutto del colpo di testa personale di Salvini. Il colpo di testa di un politico ignorante sui meccanismi della nostra democrazia e che ubriaco di consenso un bel giorno si è alzato col piede storto ed ha deciso di far saltare tutto e prendersi il potere. Salvini è andato da Giuseppe Conte pretendendo che il premier si dimettesse come se fosse un suo impiegato. Come se, dopo un anno da Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte dovesse sparire dalla porta di servizio, come un cameriere superfluo. Fatti, non parole. Fatti che qualificano Salvini come persona spietata e come politico acciecato dal potere. Salvini voleva liquidare Conte come se il governo fosse il suo ufficio personale e l’Italia roba sua. Come se Giuseppe Conte non fosse una persona perbene che ci ha messo la faccia per il bene dell’Italia, ma un ostacolo da rimuovere nella sua scalata personale.

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Da padrone assoluto della Lega, Salvini si è creduto a furor di comizio padrone del paese. Un errore madornale. Dopo decenni di pagliacciate, l’Italia ha avuto finalmente un Premier serio e preparato che ha umilmente abbassato la testa sulla scrivania per risolvere i problemi dei cittadini. Un premier sobrio che si è sacrificato per il bene comune invece che scorrazzare in giro il proprio ego dando spettacolo come da peggiore tradizione. Un premier non a caso molto apprezzato per i traguardi raggiunti e per il suo approccio schivo in quest’era di volgari primedonne. Un uomo agli antipodi rispetto a Salvini che è invece un figlioccio della vecchia politica chiassosa e ciarlatana. Una politica che ha in testa solo il potere e per conquistarlo è disposta a tutto.

Anche a calpestare gli altri. Anche a trattare Conte come un cameriere superfluo. Anche a fregarsene dei danni che questa crisi scarica sui cittadini. Un classico della peggiore tradizione. Ma Salvini non deve rendere conto a nessuno, fa quello che gli passa per la testa. E se dalla testa gli passa di far saltare in aria il governo tradendo brutalmente Conte, lo fa e basta. La Lega non è un partito politico, la Lega è la curva degli ultras di Salvini. Ma questa crisi folle si sta rivelando un errore madornale, un errore frutto dell’eccesso di sicurezza. Del resto sono anni che Salvini le azzecca tutte. Sono anni che le piazze si gonfiano qualunque idiozia dica o faccia. Alla lunga si è creduto infallibile ed invece si ritrova con un paese nel caos e le piazze che invece di osannarlo gli danno del buffone e del Giuda. Una salubre ribellione democratica che fa presagire l’inizio del suo declino. – [di Tommaso MERLO]
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