Bonus facciate: 40 nuovi indagati, tra cui un professionista, e ulteriore sequestro di crediti fiscali per oltre 32 milioni di euro

26/07/2023 – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo brianzolo, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza di crediti fiscali per un valore di oltre 32 milioni euro, emesso dalla stessa Autorità Giudiziaria per le ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato e indebite compensazioni di crediti fittizi.

In particolare, gli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Monza, dopo il sequestro da 90 milioni di euro eseguito nella prima metà dell’anno, hanno proseguito l’attività d’indagine a seguito di anomalie antiriciclaggio ed alert di rischio emersi nei confronti di un commercialista legnanese, il quale avrebbe effettuato plurime operazioni di acquisto di crediti da un’amplia platea di persone fisiche (riguardanti interventi edilizi della tipologia “Bonus facciata 90%”), ponendo in essere subito dopo cessioni “a catena” dei medesimi crediti, per poi essere infine “monetizzati” presso un istituto finanziario.

Le ulteriori investigazioni, dirette dalla Procura della Repubblica di Monza, hanno consentito di individuare un cluster di anomalie a carico di soggetti tra loro collegati e di acquisire numerosi indizi su un vasto e ripetuto sistema fraudolento gestito da più persone fisiche, attraverso la costituzione di 70 soggetti economici tra ditte individuali e società (due con sede a Monza ed altre con domicilio fiscale in numerose provincie del territorio nazionale), volto alla creazione, circolazione di crediti d’imposta inesistenti e all’ottenimento di ingenti quantitativi di liquidità, utilizzando illecitamente l’istituto giuridico della cessione dei crediti fiscali tra il 2021 e il gennaio 2023.

Sono state approfondite circa 25 posizioni di persone fisiche (verosimilmente ignare dello schema criminoso), di cui quattro residenti tra Monza e Desio, che per prime avrebbero ceduto i crediti per l’esecuzione di presunti interventi edilizi, riscontrando una serie di elementi indiziari convergenti che hanno denotato la natura fittizia dei crediti, tra cui la mancanza dei c.d. bonifici “parlanti” o la duplicazione delle cessioni di credito a più soggetti per lo stesso importo, ma con codici tributo differenti. – [CONTINUA SU FONTE]

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