Cannabis legale, maxi-sequestro di cannabis light: a rischio il mercato dell’erba legale

19/12/2018 – Un sequestro di marijuana, anche quando avviene in quantitativi “stupefacenti”, difficilmente fa notizia. Tuttavia un’operazione di polizia eseguita dagli agenti della Questura di Forlì potrebbe avere una ricaduta sulla moda della “cannabis light” che va oltre le pagine di cronaca. La notizia che potrebbe minare le basi dell’intero settore – che secondo gli ultimi dati disponibili vale oltre 40 milioni di euro -arriva proprio nel giorno in cui il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha annunciato che promuoverà, il prossimo anno, la legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo. Si tratta di una mossa che potrebbe portare nelle casse statali oltre 1,3 miliardi di dollari all’anno.

Tutto nasce dalla normativa poco chiara sulla cosiddetta Canapa legale e da un assunto fin da subito evidente ai più, ma che ha attirato l’attenzione degli inquirenti: la marijuana venduta dai vari negozi di “erba legale” viene fumata e non usata per l’uso ornamentale a cui sarebbe destinata secondo la legge vigente. Ma andiamo per gradi per chiarire fatti e antefatti di una notizia che potrebbe aver presto l’effetto della caduta del primo tassello di un domino di cui ancor non si conosce la reale portata.

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Cannabis light, maxi sequestro di erba legale
La vicenda che vi andiamo a raccontare nasce dalla celeberrima scoperta dell’acqua calda, ovvero quando gli agenti di polizia hanno notato che alcuni minorenni nel forlivese acquistavano alcuni articoli da un distributore automatico di “canapa light” per poi fumarsela in strada.

Una spia di un fenomeno su cui gli inquirenti hanno voluto vederci chiaro facendo scattare un’operazione ad ampio raggio che ha portato al censimento dei negozi di cannabis legale, spuntati come funghi negli ultimi due anni, uno dei quali proprio a fianco del portone della Questura di Forlì.

La Squadra Mobile di Forlì ha così dato vita ad un’operazione che ha visto l’impiego di una cinquantina di poliziotti nel controllare 16 punti vendita di Cannabis light della provincia di Forlì-Cesena e il sequestro di 73 chili di marijuna dal valore commerciale di circa 750 mila euro.

Erba legale, un settore che rischia di andare in fumo
Da quando esistono i negozi di cannabis legale fondano la propria presenza sul territorio su una norma poco chiara: la legge 242/2016 sulla vendita di prodotti di canapa light stabilisce la possibilità di coltivare cannabis con scarso principio attivo (Thc fino a 0.6), la possibilità di commercializzarla (con Thc fino a 0.2), ma anche il divieto di utilizzarla “a scopo ricreativo” (vale a dire fumarne le inflorescenze), limitandone l’uso solo “a scopo ornamentale” (vale a dire guardarle oppure usarle come profumante per ambienti).

Tutto il settore della canapa legale guarda all’operazione della polizia romagnola che potrebbe tramutarsi in un’attività apripista in Italia. Attualmente la normativa di riferimento a cui hanno fatto riferimento gli agenti di Polizia (spesso anche con sentenze contraddittorie) prevede che non possano essere cedute e liberamente messe in vendita all’utente le infiorescenze che non abbiano subito un processo di lavorazione o trasformazione o che non abbiano una finalità ad uso esclusivamente ornamentale.

A detta degli inquirenti se passerà un’interpretazione restrittiva della normativa gran parte di questi punti vendita potrebbero vedere sfumare la gran parte del loro business (che è prodotto non lavorato) e di fatto essere costretti a chiudere per mancanza di introiti.

Come spiega a ForlìToday Mario Paternoster, dirigente della Squadra Mobile di Forlì, “la presenza delle infiorescenze esula dal valore del THC, anche se inferiore ai limiti previsti dalla legge, ricadendo pertanto nell’ambito della normativa sugli stupefacenti”. – Continua su fonte
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