Giro di squillo in provincia di Caserta: tre arresti. C’è anche il nonno di Fortuna LOFFREDO

23/10/2017 – Prostitute e trans accoglievano i clienti in una serie di appartamenti nel Casertano. E le «prestazioni» a pagamento erano pubblicizzate su una bacheca online di incontri. L’organizzazione era gestita da tre persone, finite nella rete dei carabinieri. E tra loro c’è anche Vincenzo Guardato, il nonno di Fortuna Loffredo, la bambina di 6 anni violentata e uccisa al Parco Verde di Caivano dopo essere stata scaraventata giù dall’ottavo piano. Coinvolti anche Antonietta Zuppa e Luigi Romano. Che con Guardato sono accusati di aver messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione.

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Il blitz
Le indagini, partite a gennaio di quest’anno, avevano portato a un blitz in una casa d’appuntamento a Casagiove. Poi, dalle dichiarazioni di una delle donne sorprese nell’appartamento, i carabinieri hanno scoperto l’esistenza di una vera e propria rete. Il gruppo aveva il compito di reperire alloggi da subaffittare a prostitute e trans, dietro pagamento di un canone sproporzionato rispetto a quello di mercato, e di gestire gli appartamenti pagando le utenze e gestendo la pulizia. Un componente del gruppo aveva il compito di procacciare clienti inserendo annunci su internet per pubblicizzare la presenza di donne e transessuali disponibili per incontri a pagamento.



La gestione delle case
Il nonno di Fortuna, invece, era colui che s’interessava prevalentemente della gestione degli appartamenti, dell’approvvigionamento del materiale necessario nonché degli spostamenti delle ragazze. Nel giro erano coinvolte altre persone alle quale erano intestati in maniera fittizia i contratti di affitto. Le abitazioni erano state fittate a Caserta, Casapulla e San Nicola La Strada. – FONTE


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