Il Lupo perde il pelo ma non il vizio: In Abruzzo la Lega taglia 75 milioni alla sanità

27/04/2020 – Il buongoverno della Lega si vede dal mattino. O meglio: dal bilancio, quando viene approvato in tempo. E in Abruzzo, dove con il 27.53% il Carroccio è il partito che ha preso più voti, la Lega esprime quattro assessori. Uno di questi è Nicoletta Verì, assessore alla Sanità e ai servizi sociali. Un comparto che dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2020 soffrirà di tagli per 75 milioni di euro nel biennio 2020-2021.

È nella manovra di bilancio varata a fine anno che la giunta leghista di Marsilio ha deciso di tagliare oltre settanta milioni di euro in due anni per la Sanità. Secondo copione, il presidente della Regione Abruzzo ha recitato il solito copione del carroccio che mira ad incolpare le precedenti amministrazioni, nonostante i numeri paiano smentirlo dato che nel 2016 e nel 2018 era stato raggiunto l’equilibrio di bilancio. Dunque non è credibile si possa parlare di imprecisati «debiti» addossati ad altro se sulla carta quei debiti non esistevano.

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A denunciarlo è il vicepresidente del Consiglio Regionale Domenico Pettinari (M5S) che in una nota parla di tagli trasversali alla sanità regionale: «meno ricoveri, meno farmaci ospedalieri (taglio 15 mln), meno farmaci convenzionati (taglio 3,7 mln) meno dispositivi medici in dotazione ai reparti (taglio 15,2 mln), anche quelli per scopi diagnostici come Tac ed ecografi, e meno servizi ospedalieri (taglio 10,4 mln)». Tutto mentre il Presidente della Regione Marco Marsilio (Fratelli d’Italia) annunciava la fine dei tagli alla Sanità regionale. Nel bilancio approvato nella notte tra il 27 e il 28 dicembre la spesa per la Sanità assorbe l’82% delle risorse della manovra da poco più di sei miliardi di euro. Su 3,3 miliardi di euro di spesa 2,6 miliardi di euro sono quelli per la spesa sanitaria, che sono finanziati quasi del tutto dai trasferimenti statali nell’ambito del fondo sanitario nazionale. Nonostante l’equilibrio economico conseguito nel 2018 (l’ente è uscito dal commissariamento per la sanità nel 2016) per il 2019 la Regione ha calcolato un disavanzo di 14,5 milioni di euro che sarà di 59,9 milioni nel 2020 e 69,6 milioni nel 2021.

Ma in base al “Programma operativo 2019-2021” varato dall’assessore Verì si punta a ridurre la spesa anche tramite ad una riduzione dei ricoveri, che per l’assessore significa «ridurre gli ingressi inappropriati in pronto soccorso» perché gli abruzzesi devono capire che «non per ogni cosa è necessario andare in ospedale». Secondo Marsilio però la colpa è dei governi precedenti visto che «abbiamo trovato debiti nelle Asl e nella spesa sanitaria per 78 milioni di euro, che siamo obbligati a recuperare per pareggiare i bilanci». Insomma i tagli, per l’importo di 78 milioni di euro ci saranno davvero, ma è colpa di quelli che sono venuti prima. Come sia possibile tagliare la spesa senza ridurre i servizi ai cittadini rimane per ora un mistero. Anche perché nel frattemo anche i medici dell’Anaao hanno bocciato il piano per la sanità varato dalla giunta. In una nota il Dott. Alessandro Grimaldi Segretario Anaao-Assomed Abruzzo denuncia come ai due direttori generali delle Asl di L’Aquila e Chieti sia stato chiesto di «prevedere l’oscillabilità del budget mensile per le prestazioni degli operatori privati anche del 20%, a prescindere da qualsivoglia autorizzazione delle stesse Asl, riaprendo di fatto una mala pratica che ha arrecato in passato tanti danni ai bilanci della sanità abruzzese». Altro fronte aperto è quello del trasporto pubblico locale, con i sindacati dei trasporti abruzzesi che denunciano come «nella manovra di bilancio regionale le paventate risorse aggiuntive disponibili vengono parcellizzate senza che vi sia un accenno sulle oggettive carenze di cui soffre il settore del trasporto pubblico locale». – [Continua su FONTE]
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