TERREMOTO MARCHE, SVOLTA NELL’INCHIESTA APPALTI: TANGENTI NELLA RICOSTRUZIONE, IN CARCERE FABIO PISTARELLI, ESPONENTE DI SPICCO DI FRATELLI D’ITALIA

ANCONA – Nuove e pesanti ombre si addensano sui cantieri della ricostruzione pubblica e privata post-sisma 2016 nelle Marche. Nelle ultime ore, i dettagli emersi dalle 738 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dalla GIP Sonia Piermartini hanno svelato i contorni della maxi inchiesta denominata “Ricostruzione”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Ancona e condotta dalla Guardia di Finanza. 

Al centro dell’indagine, che conta ben 51 indagati e 8 misure di custodia cautelare, c’è Fabio Pistarelli, avvocato maceratese, storico esponente della destra locale e figura di spicco del partito Fratelli d’Italianelle Marche. Pistarelli, che ha ricoperto il ruolo strategico di capo di gabinetto del governatore marchigiano Francesco Acquaroli fino alle sue dimissioni, si trova ora recluso nel carcere di Montacuto con l’accusa di corruzione. 

Le ultime novità dalle intercettazioni: spunta la “busta di contanti”

Le indagini delle ultime ore si concentrano sulle conversazioni captate dagli inquirenti a metà gennaio. Dalle carte emerge l’esistenza di un vero e proprio “comitato d’affari” – ribattezzato dalla Procura come “la cricca” – che considerava Pistarelli un vero e proprio asset istituzionale. 

Secondo l’accusa, il gruppo criminale gestiva un giro di mazzette e utilità stimato in circa 105.000 eurocomplessivi. Nelle ultime intercettazioni pubblicate dai media locali, gli indagati facevano esplicito riferimento a una presunta busta contenente denaro in contanti destinata proprio al politico di Fratelli d’Italia. Anche dopo il suo allontanamento dagli uffici della Regione, la cricca pianificava un “Piano B” per sostenerlo politicamente ed economicamente, convinta di poter ancora sfruttare i suoi “agganci” istituzionali all’interno delle strutture preposte alla ricostruzione. 

Il pericolo di inquinamento probatorio e il ruolo dei clan

I magistrati hanno giustificato la durezza della misura cautelare in carcere sottolineando l’attualità e la gravità del pericolo. Dalle indagini è emerso che, non appena gli indagati hanno avuto il sospetto che vi fossero accertamenti in corso, avrebbero immediatamente messo in atto dei tentativi per distruggere ed eliminare le prove. Inoltre, per la DDA sussisteva il rischio concreto che Pistarelli potesse ottenere nuovi incarichi pubblici nel territorio, riattivando la rete corruttiva. 

Il quadro investigativo complessivo risulta ancora più inquietante per via delle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata, nello specifico di soggetti legati alla camorra e alla ‘ndrangheta, all’interno dei subappalti per i lavori edili nei comuni colpiti dal terremoto. 

Le reazioni della difesa e la tempesta politica

Dal carcere, Fabio Pistarelli continua a respingere fermamente ogni addebito. Il suo legale ha annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame, sostenendo che le dimissioni precedentemente rassegnate dal suo assistito facciano decadere qualsiasi presupposto di reiterazione del reato o inquinamento probatorio. 

Sul fronte politico, il caso ha innescato un terremoto parallelo a Palazzo Raffaello. Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha cercato di smarcarsi spiegando che l’interruzione del rapporto con Pistarelli era avvenuta a seguito di “voci” interne che lo avevano spinto a chiedere un passo indietro al suo collaboratore e a segnalare la situazione alla Commissione di vigilanza. 

Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico, attaccano duramente e chiedono massima trasparenza alla giunta di centrodestra. Fratelli d’Italia, dal canto suo, ha espresso una linea di fermezza, dichiarandosi pronta a tutelare l’onorabilità del partito in ogni sede e a denunciare chiunque tenti di accostare il simbolo della forza politica alle dinamiche mafiose emerse dall’inchiesta. 

Il prossimo passaggio cruciale si consumerà nelle aule di giustizia con gli interrogatori di garanzia degli arrestati, mentre il dibattito politico si sposterà nel Consiglio regionale straordinario chiesto a gran voce dalle minoranze. 

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